Lo strano senso di equità di Monti

Premetto: non sono un economista. Però a naso c’è qualcosa che non va nella prima manovrina dei professori: aumentare Iva e Ici, diminuire le tasse sul lavoro e sulle imprese. Quel poco che ho imparato di economia l’ho vissuto direttamente. In Brasile, ad esempio. Fino al governo Lula, in quasi tutti i paesi latino americani esisteva un modello fiscale basato soprattutto sull’imposizione sul consumo, attraverso l’Iva e altre tasse che incidevano direttamente sui prezzzi finali dei prodotti. Pagano tutti, è vero. Ma è una scelta ingiusta e classista. In fondo un chilo di pane non può e non deve avere lo stesso prezzo per il milionario Montezemolo e per l’anziano con pensione sociale. Tassare attraverso l’Iva toglie tantissimo ai più poveri, come avveniva – e in buona parte ancora avviene – in America latina, rendendo ancora più ingiusta la società e aumentando la parte di ricchezza in mano alle oligarchie.

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