L’ultimo viaggio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin in Somalia e quell’ombra di Gladio

Un anno d’inchiesta “vecchio stile”, cercando conferme, incrociando fonti, analizzando migliaia di documenti. Un archivio di Gladio che si apre, con nuove esplosive piste su alcuni misteri d’Italia, ad iniziare dall’omicidio Alpi-Hrovatin. Il Fatto quotidiano ricostruisce oggi in esclusiva la presenza a Bosaso, in Somalia, di alcuni reparti “informali” della nostra intelligence il 14 marzo del 1994, quando Ilaria Alpi e Miran Hrovatin stavano preparando l’ultima loro inchiesta. Un messaggio inedito partito dal comando carabinieri presso il Sios della Marina militare di La Spezia definiva i due giornalisti “presenze anomale”, ordinando un “possibile intervento”.

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Acqua e rifiuti: il cartello

E’ l’inizio dell’autunno a Monreale. Il vento caldo dell’interno si mischia con l’odore di salsedine. È il 3 ottobre del 1874 e Felice Marchese, di professione fontaniere, viene trovato ammazzato nel giardino Vaglia: uno dei tanti omicidi di mafia rimasti senza colpevole. Le indagini trovarono però un mandante, tale Pietro Di Liberto, che mandò i sicari contro Felice Marchese, «guardiano delle fontane», perché questi non voleva far mancare l’acqua ai proprietari dei giardini. Acqua che lui, invece, intendeva vendere ad altri. Un delitto storico, parte della prima guerra di mafia documentata, che vedeva contrapposte due organizzazioni, i Giardinieri e gli Stoppaglieli.

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