L’ultimo viaggio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin in Somalia e quell’ombra di Gladio

Un anno d’inchiesta “vecchio stile”, cercando conferme, incrociando fonti, analizzando migliaia di documenti. Un archivio di Gladio che si apre, con nuove esplosive piste su alcuni misteri d’Italia, ad iniziare dall’omicidio Alpi-Hrovatin. Il Fatto quotidiano ricostruisce oggi in esclusiva la presenza a Bosaso, in Somalia, di alcuni reparti “informali” della nostra intelligence il 14 marzo del 1994, quando Ilaria Alpi e Miran Hrovatin stavano preparando l’ultima loro inchiesta. Un messaggio inedito partito dal comando carabinieri presso il Sios della Marina militare di La Spezia definiva i due giornalisti “presenze anomale”, ordinando un “possibile intervento”.

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Il sistema gelatinoso dei casalesi nel sud del Lazio

Far finta di nulla, non commentare, lasciare che il tempo faccia il suo corso. Nel sud del Lazio, in quella terra di mezzo compresa tra il Garigliano e Latina, la strategia della politica locale – con forti legami con i palazzi romani – nei confronti delle mafie in fondo è sempre stata questa. Dopo l’operazione della Dda di Napoli che ha dimostrato come il gruppo dei Bardellino – arroccati dalla fine degli anni ’80 a Formia – sia vivo e operativo, quella rete gelatinosa di contatti e di convivenze politiche prosegue senza sosta. L’importante è non dare nell’occhio, evitare i clamori, mantenere il profilo basso.

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‘Ndrangheta, prima sentenza per l’indagine infinito

Due giorni di camera di consiglio, 119 imputati, e alla fine una condanna netta, con pene che arrivano fino a sedici anni di reclusione. Il primo troncone dell’inchiesta “Infinito” che ha colpito gli affiliati alla ‘ndrangheta in Lombadia si è chiuso in appena un anno e quattro mesi. Un segnale fondamentale, che i magistrati milanesi sono riusciti a dare, portando buona parte degli imputati a giudizio davanti al Gup. E’ una mafia pericolosa, gelatinosa, in grado di penetrare nei pori dell’economia, della politica, della gestione – anche periferica – dello stato; una struttura militare, chiusa, determinata, che puntava decisa all’enorme affare dell’Expò 2015. Tanto potente da aver progettato per anni la scissione dalla “casa madre ” calabrese, decisione che ha portato ad una vera e propria guerra, tra affiliati leali alle famiglie radicate nelle province di Reggio Calabria e Catanzaro e gli scissionisti.

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Una rotta libanese per la Rigel

La spy story delle navi a perdere ha una data d’inizio ben precisa, il 13 maggio 1995, quando nella sede del Corpo forestale di Brescia un testimone chiave viene ascoltato dagli ufficiali che da anni seguivano le tracce dei trafficanti dei rifiuti. Sul verbale rimarrà solo il nome in codice, Pinocchio.
Parla a lungo, descrive la rete dei poteri occulti che si concentrano nella città di La Spezia.

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Nel rio Tinto i rifiuti industriali di Pioltello

Rifiuti pericolosi dall’Italia alla Spagna, con l’avallo del ministero dell’Ambiente. Provengono dalla bonifica di un’area ex industriale nel milanese, per la quale l’Italia rischiava una sanzione europea. Destinazione: la discarica di Nerva, in un territorio protetto. La protesta degli ambientalisti spagnoli, di Izquierda unida e di Greenpeace I veleni provenienti dalla dismissione di una fabbrica chimica, la Sisal, in una discarica e un fiume andalusi

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