Ogm, nucleare, Tav: Clini asso piglia tutto

E’ partito male, malissimo il neo ministro dell’ambiente Corrado Clini. Cinquanta minuti esatti dopo la presentazione del programma in Senato – ore prima del voto di fiducia – l’ex direttore generale di Stefania Prestigiacomo ha apertamente annunciato il suo amore per l’energia nucleare: «Il ritorno al nucleare è un’opzione sulla quale bisognerebbe riflettere molto, – ha detto Clini – anche se quello che è avvenuto in Giappone ha scoraggiato. Però di base la tecnologia nucleare rimane ancora, a livello globale, una delle tecnologie chiave. Quindi sì a certe condizioni».

Dura la reazione da parte del mondo ambientalista, che ha ricordato al neo ministro l’esistenza di un voto chiaro e recentissimo del popolo italiano su questo tema. Per il presidente dei Verdi Angelo Bonelli la dichiarazione del neo ministro è una partenza con il piede sbagliato: «Dispiace dover essere noi a ricordare al neo ministro dell’Ambiente Corrado Clini che lo scorso 12 e 13 di giugno 27 milioni di italiani attraverso un referendum hanno detto no al ritorno del nucleare in Italia. Si tratta di una espressione chiara ed inequivocabile, espressa attraverso un istituto costituzionale che non può essere né ignorato né aggirato». Netto anche il commento di Ermete Realacci, responsabile per la green economy del Partito democratico: «Mi auguro che il neo ministro Corrado Clini non sprechi un solo attimo del suo tempo su un binario morto come il nucleare. Una scelta sbagliata, insicura e antieconomica per l’Italia». Un giudizio, quello di Realacci, che stride con l’applauso che solo il giorno prima gli ecodem avevano inviato a Clini, poco dopo l’annuncio della nomina.

Severo il commento espresso da Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia: «Se Clini pensa di riproporre soluzioni vecchie e pericolose, compresi gli Ogm che gli italiani rifiutano quanto il nucleare, e se continuerà ad ostacolare come ha fatto in questi anni una politica di salvaguardia del clima, confermerà che questo governo ripercorre la stessa ottusa politica del passato».

Il primo intervento pubblico da ministro per l’ambiente di Corrado Clini è stato un vero e proprio spettacolo pirotecnico di proposte care a Confindustria e alle grandi lobby europee, confermando il suo background di uomo da sempre poco attento ai temi ambientali: si agli Ogm, si al nucleare e si alla Tav. Affermazioni che – messe tutte insieme ed esplicitate così direttamente – probabilmente mai erano arrivate da un ministro dell’ambiente.

Chi lo conosce bene – anche all’interno del Pd, partito che pure ha subito dato il suo appoggio alla scelta di Monti – ricorda la sua stretta vicinanza con Gianni De Michelis, il riferimento craxiano dell’area veneta, zona di origine di Clini. Negli ultimi tre anni, poi, l’ex direttore generale ha saputo far valere il suo peso all’interno della struttura, tanto da accompagnare Stefania Prestigiacomo al momento del commiato. E qualcuno ricorda una battuta folgorante dell’ex ministra: «Rivedrete Clini, da ministro».

(pubblicato su il manifesto, 18 novembre 2011)

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