Passera: Il mio incubo per l’Italia

Grazie ad un caro amico, ho appena scoperto un’intervista rilasciata da Corrado Passera a Maurizio Belpietro, su Panorama del 22 gennaio 2008. Il titolo era: «Corrado Passera: il mio sogno per l’Italia».
Nel gennaio del 2008 era ancora in carica Romano Prodi. L’emergenza rifiuti stava devastando Napoli e la politica italiana. Tema del giorno era la costruzione degli inceneritori, che l’industria e le banche – principali finanziatrici delle grandi opere – hanno sempre chiesto. Ecco alcuni brani di quell’intervista, che, riletta oggi, spaventa.

Al bando i manifestanti: «Non ci raccontino che non ci sono i soldi, perché il denaro per bruciare le immondizie ci deve essere, altrimenti non c’è titolo per chiedere ai cittadini di pagare le tasse. E nemmeno ci dicano che la gente impedisce la costruzione degli impianti di smaltimento, perché se qualcuno si sdraia sulle strade per bloccare le ruspe va sollevato di peso e spostato. La legge tutela il bene collettivo. Siamo stufi di veder bloccate opere di pubblica utilità perché c’è qualche centinaio di persone che si oppone».
Più inceneritori per tutti: «Abbiamo il petrolio a 100 dollari, siamo il Paese che più dipende dagli idrocarburi e che facciamo? Non solo non stiamo investendo nei rigassificatori o nel nucleare, ma blocchiamo anche i termovalorizzatori. I termovalorizzatori vanno fatti. Basta con il falso ecologismo, smettiamola con i pregiudizi ideologici, con il luddismo antitecnologico, con la paura per tutto ciò che sa di scientifico. Ogni provincia dovrebbe avere impianti di smaltimento suoi propri. In Lombardia ce ne sono 15 e quello di Brescia è da tanti anni un modello internazionale. È una vergogna intollerabile che la Campania non ne abbia ancora di funzionanti e che l’emergenza sia istituzionalizzata da 14 anni!»

A questo punto Belpietro domanda:
«Trovo strano che un banchiere si occupi di immondizia».
La risposta è illuminante, mettendo in chiara luce il programma annunciato oggi da Mario Monti: «Forse le cose vanno così male in alcuni campi anche perché ognuno tende a occuparsi solo del proprio settore. Non possiamo più accettare un degrado di tali dimensioni. La politica ha molte responsabilità, ma la politica è solo un pezzo della classe dirigente e il bene collettivo non è monopolio della classe politica né solo sua responsabilità. Come possiamo pensare di condurre un paese senza mai decidere? Ma è possibile impiegare decenni per fare un’autostrada o per completare la Tav o per rinnovare le reti idriche? E il problema dell’energia come pensiamo di risolverlo? Con la lotteria di Capodanno? Qualcuno pensava forse che i rifiuti di Napoli si sarebbero dissolti da soli?».

Qui potete leggere il testo integrale dell’intervista.

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