Carboni, la massoneria e l’amica di papi Silvio

L’imprenditore e politico napoletano Arcangelo Martino ha una storia di quelle di una volta. Socialista, craxiano doc, sopravvissuto a tangentopoli e alla prima repubblica. “Questa storia ha devastato la mia vita, sono innocente”, commentava a chi gli ricordava i suoi trascorsi nelle aule di Tribunale. Oggi le manette sono scattate di nuovo per lui, per Flavio Carboni e per Pasquale Lombardi, un geometra già noto per aver venduto Villa Certosa, in costa smeralda, a Berlusconi. Accuse pesanti: violazione della legge Anselmi, ovvero associazione segreta di tipo massonico. Martino non è però un imprenditore qualsiasi. Ricordate la storia di papi Silvio e della bella Noemi? C’era il suo zampino.«Fra l’87 e il ’93 sono stato grande amico di Bettino Craxi – raccontava nel maggio dello scorso anno Martino al Corriere della sera -. Ero il coordinatore regionale del partito e lo vedevo almeno una volta alla settimana. Tutti i mercoledì andavo a trovarlo a Roma all’Hotel Raphaël, una consuetudine. Mi accompagnava sempre qualcuno dello staff della mia segreteria e quel qualcuno è stato quasi sempre Elio Letizia. Ovviamente…». Elio Letizia è più conosciuto oggi come il papà di Noemi, la giovane napoletana immortalata insieme a Silvio Berlusconi mentre soffiava le candeline per il suo diciottesimo compleanno. Un episodio, questo raccontato da Martino, che oggi assume un peso e un significato diverso. La ricostruzione di Martino è stata poi smetita, ma rimane il dubbio sui tanti contatti che questo gruppo potrebbe aver avuto con il premier.

Per il procuratore aggiunto di Roma, Martino, Carboni e Lombardi facevano parte di una sorta di superloggia, composta da politici ed imprenditori. Una camera chiusa, dove scambairsi affari e piaceri, dove tessere trame invisibili per controllare inchieste e per pilotare fiumi di denaro. Una ricostruzione che riporta indietro l’orologio, a quel marzo del 1981 quando venne scoperta la lista degli appartenenti alla loggia P2.

L’inchiesta ha avuto un percorso tortuoso, ma illuminante. L’ultimo filone è conosciuto come “inchiesta sull’eolico”, ed ha visto il coinvolgimento di Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, di Ugo Cappellacci, presidente della Regione Sardegna, di Ignazio Farris, presidente dell’Arpas Sardegna, di Franco Piga, presidente dell’Autorità d’Ambito territoriale della Sardegna e di Pinello Cossu, consigliere provinciale di Iglesias. Il primo impulso investigativo arriva però dal Lazio, ed è stata una scoperta quasi casuale. Un paio di anni fa i Noe stavano indagando su una mega discarica di amianto vicino Roma, nella città industriale di Pomezia. Ascoltando le telefonate di alcuni imprenditori spunta il nome di Flavio Carboni, al centro di un gruppo di consulenti di alto livello – alcuni ufficialmente al servizio dell’Enea – specializzati nella gestione criminale di ogni tipo di rifiuto. Da quelle carte sono poi partite una serie di indagini più specifiche, che alla fine alla portato agli arresti di oggi.

Non è la prima volta che in inchieste sugli affari illeciti nei servizi ambientali – soprattutto per quanto riguarda i rifiuti – entrano gruppi segreti e logge massoniche coperte. Già negli anni ’90 l’inchiesta Adelphi, che svelò il sistema criminale dei rifiuti tossici nell’area di Caserta, raccontò dei legami e dei patti tra casalesi e massoni, alcuni dei quali legati a doppio filo con Licio Gelli. E della P2 papi Silvio qualcosa dovrebbe ricordare.

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